Formigoni è un cialtrone, oltreché uno statalista antiliberale. I trasferimenti alle Regioni saranno tagliati tenendo conto della virtuosità delle stesse, e non “ad cazzium”

Due giorni fa, su Twitter, Formigoni ammoniva: «Si discute di tagli. Sacrosanto abbattere la spesa. Ma non tagli lineari che puniscono chi è già virtuoso. Sbagliato tagliare ad cazzium».

Ebbene, oggi il governo ha pubblicato il decreto sulla spending review e il Nostro è tornato ad esternare con tre tweet: 1) «Peggio del previsto: tagli effettuati ad canis cazium»; 2) «Tagli Governo a trasporto pubblico rischiano far saltare per aria sistema: impensabile moltiplicare x 10 costo biglietto e tagliare corse»; 3) «Tagli insostenibili: il Governo dica alle Regioni quali servizi devono essere tagliati. Riveda i LEA e non scarichi su di noi le colpe».

Ma le cose stanno davvero come dice il Celeste? Il governo ha deciso di tagliare i trasferimenti alle Regioni senza tenere conto della virtuosità delle stesse, e colpendo tutte allo stesso modo? Assolutamente no.

Basta leggere il decreto sulla spending review, per appurarlo:

«Un capitolo ulteriore riguarda gli enti territoriali. Si riducono di 700 milioni di euro per l’anno 2012 (e di 1.000 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013) i trasferimenti dello Stato alle Regioni a statuto ordinario, escludendo dalla riduzione le risorse destinate al Servizio Sanitario Nazionale. La ripartizione tra le Regioni di tale riduzione sarà determinata dalla Conferenza Stato-Regioni, considerando la virtuosità e gli eccessi di spesa di ciascuna Regione rilevati dal Commissario straordinario per la spesa pubblica, Enrico Bondi».

Quindi, non solo verranno presi in considerazione «la virtuosità e gli eccessi di spesa di ciascuna Regione», ma «la ripartizione tra le Regioni di tale riduzione [dei trasferimento dello Stato] sarà determinata dalla Conferenza Stato-Regioni». Quindi, saranno le stesse Regioni ad avere l’ultima parola sulla ripartizione dei tagli in oggetto.

Formigoni ha mentito, dunque. Almeno stando alla lettera del decreto.

D’altra parte, anche quando governava il suo Capo, Berlusconi, ogni due per tre, essendo un cattolicista democristiano, e dunque uno statolatra antiliberale, soleva alzare la voce contro i tagli ai trasferimenti:

«A rischio i servizi della Regione. Alla Lombardia si tagliano tre miliardi in due anni. Alle Regioni viene chiesto uno sforzo abnorme e insostenibile rispetto ad altri comparti dello Stato» (Roberto Formigoni, 26 maggio 2010).

«Se questo è il quadro complessivo devo dire che c’è particolare cattiveria nei confronti di Regione Lombardia, come sempre dovuta al fatto che stiamo parlando di tagli lineari, uguali per tutti. Questo significa che i tagli si trasformano in tagli ai servizi per cittadini e imprese nei settori socialmente più sensibili.

Ridurre i tagli imposti a Regioni e Comuni partendo dai tagli ai virtuosi, a cui hanno già chiesto tantissimo» (Roberto Formigoni, 24 agosto 2011).

Bene o male, le stesse cose che postula oggi. E, ovviamente, sempre «ad cazzium».

Essendo null’altro che una testa di «cactus», come tutti gli statalisti antiliberali.



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6 Responses to "Formigoni è un cialtrone, oltreché uno statalista antiliberale. I trasferimenti alle Regioni saranno tagliati tenendo conto della virtuosità delle stesse, e non “ad cazzium”"

  • paolo says:
  • camelot says:
  • nientetvmediaset says:
  • Vincenzo says:
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