Oscar Giannino (lui, non altri) ha un elettorato potenziale dell’8%

Renato Mannheimer ha elaborato un sondaggio, oggi pubblicato da il Corriere della Sera, che, quantunque presenti risultati a dir poco stravaganti, e pertanto almeno agli occhi di chi scrive appaia poco credibile, merita comunque di essere preso in considerazione non foss’altro perché è il primo a fornire informazioni sul peso elettorale di Oscar Giannino.

Ebbene, secondo tale rilevazione, il fondatore di Fermare il Declino avrebbe un elettorato potenziale dell’8%. È bene precisare, sin da subito, che tra “elettorato potenziale” ed “elettorato effettivo” non esiste alcun nesso: il secondo indica le persone che sono effettivamente intenzionate a votare per un determinato partito; il primo, invece, quelle che, nei sondaggi, dopo aver dichiarato di votare certamente per un soggetto politico, si limitano ad aggiungere, rispondendo a precisa domanda, di poterne prendere in considerazione, a fini elettorali, anche un altro (o più di uno).

In poche parole. Nella medesima rilevazione demoscopica si può essere conteggiati, al contempo, quali elettori effettivi (ad esempio) del Pdl, perché si è dichiarato di volerlo votare certamente, e quali elettori potenziali dell’Udc. Tutto qui.

Ciò detto, vediamo perché il sondaggio appare poco credibile.

Mannheimer asserisce:

«In particolare, Emma Marcegaglia viene presa in considerazione per un eventuale voto alle elezioni da poco meno del 17%; Montezemolo dal 15%, Passera dal 12%. Oscar Giannino, assai meno conosciuto degli altri, tanto che più di un terzo della popolazione dichiara di non averlo mai sentito nominare, si colloca poco sotto l’8% (…). In generale, dichiarano l’intenzione di votare per i nomi indicati le persone con titolo di studio più elevato e i cosiddetti “colletti bianchi”».

Sin qui, niente di strano. Quanto segue, invece, appare assai inverosimile:

«Sul piano politico i loro sostenitori si collocano più spesso nel centrosinistra, con una accentuazione tra gli attuali elettori del Pd, ove il consenso supera il 20%. Ciò accade anche per Emma Marcegaglia e Luca di Montezemolo che pure sono stati presidenti della Confindustria. Entrambi, più di altri, raccolgono consensi anche nell’Udc.

Come si è detto, Giannino ottiene assai meno consensi, ma anche lui sembra conquistare in misura (relativamente) maggiore gli elettori del Pd (e, nel suo caso, quelli del Movimento 5 stelle) rispetto ai votanti per gli altri partiti (…)».

Ricapitolando. Secondo Mannheimer, Giannino, Montezemolo e Marcegaglia, che hanno posizioni marcatamente e notoriamente liberiste (anche se con sfumature diverse), sarebbero visti di buon grado soprattutto dagli elettori di centrosinistra che, negli ultimi vent’anni, hanno sempre e solo votato per forze politiche dal forte connotato anti-liberista; attaccando, per di più, il Cavaliere proprio per le sue intenzioni thatcheriane. Mi pare logico.

Sempre secondo Mannheimer, i medesimi elettori, che per quattro lustri, un giorno sì e l’altro pure, hanno rotto i didimi con la storia del conflitto d’interessi di Berlusconi, sarebbero quelli più interessati a prendere in considerazione, quale opzione di voto, Montezemolo e Marcegaglia che, di conflitti d’interessi, ne hanno quasi quanti il Satiro di Arcore. Mi pare ancora più logico.

Ancora secondo Mannheimer, Giannino, che s’è affacciato sulla scena pubblica con un programma che Fassina e Vendola definirebbero iper-liberista, visto che contempla tagli alla spesa corrente del valore di 96 miliardi e privatizzazioni quante mai ne sono state prospettate in più di sessant’anni di Repubblica, per non parlare delle sue posizioni notoriamente a favore della liberalizzazione dei servizi idrici locali e del Nucleare, verrebbe preso in considerazione prevalentemente dagli elettori di centrosinistra (non ridete!) e, incredibile dictu, finanche da chi oggi vota per quel Beppe Grillo che addirittura propone di nazionalizzare le banche e molte aziende private (come la Telecom), e, qualche mese fa, ebbe fortemente ad impegnarsi acciocché, grazie ai referendum, non passasse né il Nucleare né la cosiddetta liberalizzazione dell’acqua. Tutto sempre più logico.

Ecco. Delle due, l’una: o, come credo, la rilevazione di Mannheimer ha un’attendibilità prossima allo zero; o l’elettorato di centrosinistra (e di Grillo) ha le idee molto confuse, visto che dichiara di poter votare per chi propone A e, al contempo, per chi propone l’esatto contrario di A.

Una cosa, però, è certa (e non da oggi, ovviamente). Giannino, tra i fondatori di Fermare il Declino, è l’unico che abbia una certa notorietà.

A buon intenditor, poche parole.



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9 Responses to "Oscar Giannino (lui, non altri) ha un elettorato potenziale dell’8%"

  • camelot says:
  • Centrodestra?? says:
  • paolo says:
  • camelot says:
  • paolo says:
  • camelot says:
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