Hollande s’accinge a varare la sua prima Finanziaria. Tutta “lacrime e sangue” e “macelleria sociale”

Aveva giurato e spergiurato, in campagna elettorale, che avrebbe posto fine alla dittatura dei mercati finanziari; e sin dal suo primo discorso pubblico in qualità di candidato all’Eliseo (pronunciato dinanzi ai delegati del Partito socialista): «Il mio avversario non ha volto, non si presenta alle elezioni, ma governa: è la finanza».

Aveva giurato e spergiurato che, se i francesi lo avessero eletto alla Presidenza della Repubblica, avrebbe avuto termine la cieca e recessiva politica del rigore buggettario perseguita da Sarkozy.

Ebbene, di quelle promesse, il Fassina d’Oltralpe, l’impresentabile e nazional-populista François Hollande, ha deciso di fottersene. Ed alla grande.

Si dà il caso, infatti, s’accinga ad approvare una Finanziaria che, così l’ha definita il quotidiano Le Figaro, rappresenta «le plus grand effort jamais imposé au pays sous la Ve République». Il più grande sforzo di risanamento mai imposto alla Francia in tutta la Quinta Repubblica. Non male per uno che aveva garantito di voler porre un freno all’austerity.

Ma vediamo, e sia pur per grandi linee, anche perché i suoi contenuti non sono ancora al cento per cento chiari e noti, i numeri e le direttrici di marcia della prima Legge di Bilancio targata Hollande.

I numeri, innanzitutto. Parliamo di una manovra economica del valore di 36,9 miliardi di euro; grazie alla quale la Francia dovrebbe riuscire a portare, entro il 2013, il rapporto deficit/Pil al 3%. Al suo interno essa contempla: tagli alla spesa centrale del valore di 10 miliardi; tagli al Servizio Sanitario per un ammontare di 2,5; incrementi di imposta, a carico di famiglie ed imprese, del valore di 24 miliardi – dei quali, però, specifica Les Echos, solo 20 attribuibili a tale manovra, ed i restanti 4 a quella varata a luglio.

Il tutto, oltre a riportare sotto controllo (si fa per dire) il deficit, dovrebbe anche servire a stabilizzare (non ridete!) la spesa pubblica, facendo in modo che arrivi a fermarsi al 56,3% del Pil. Naturalmente, non senza che la pressione fiscale, però, lieviti dal 44,9 (attuale) al 46,3% (nel 2013).

Ecco, si tratta di una manovra, lo capirebbero finanche Fassina e Vendola (ed è tutto dire), altamente recessiva e à la Mario Monti (o à la Berlusconi, che è la stessa cosa): il combinato disposto di tagli alla spesa corrente ed incrementi cospicui d’imposta, infatti, non può che ammazzare il Pil francese; rendendo impossibile, pertanto, il conseguimento di quegli stessi obiettivi di finanza pubblica per cui si vara e gli uni e gli altri.

Non solo.

Sebbene Le Figaro smascheri i trucchi di tale correzione di Bilancio, evidenziando come i tagli siano null’altro che un inganno, un trompe-l’œil, perché rappresentano un intervento à la Tremonti sui “tendenziali futuri” mediante il quale ci si limita a ridurre il saggio di crescita della spesa, che da anni in Francia si rivaluta ben oltre il tasso d’inflazione annuale, resta il fatto che Hollande sia intervenuto con l’accetta, almeno pro forma, sulla spesa sociale (e per ben 12,5 miliardi di euro). Una roba che i social-comunisti nostrani, come quelli transalpini, hanno sempre e solo definito in un modo: macelleria sociale. Evidentemente Oltralpe, lor signori, devono aver cambiato idea. E a noi fa piacere.

Resta il fatto, però, che siano stati eletti promettendo altro, e di molto diverso: niente più austerity e tagli alla spesa.

Precisamente ciò di cui è gravida la prima Finanziaria di monsieur Hollande.



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7 Responses to "Hollande s’accinge a varare la sua prima Finanziaria. Tutta “lacrime e sangue” e “macelleria sociale”"

  • Massimo says:
  • paolo says:
  • camelot says:
  • camelot says:
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