Socialisti e confusi

L’Avanti!, storico quotidiano socialista, c’informa con raccapriccio, come si può appurare dall’immagine, che in Norvegia ha vinto un’impresentabile coalizione di centrodestra. Perché impresentabile? Ce lo facciamo dire da chi ha vergato il “pezzo”:

«Il Partito Conservatore della Solberg, il partito liberale e quello cristian-democratico, formeranno la maggioranza assieme al Partito del Progresso (…) che, a dispetto del nome, è una formazione della destra populista e anti-immigrazione».

Insomma, codesto rassemblement è disgustoso perché, al proprio interno, perdindirindina, ospita una formazione politica che si oppone fortemente all’immigrazione clandestina; ed è noto: solo le destre, e per di più xenofobe, sono contrarie alla stessa. Proprio così:

«Il fenomeno dell’immigrazione clandestina, ed in particolare quella proveniente dai Paesi del Nord Africa, pone non pochi problemi e non può essere escluso il rischio che dalla Libia e anche dall’Egitto, in caso di protrarsi del conflitto civile, possano giungere sulle coste italiane criminali in fuga o fanatici militanti islamici in grado di costituire cellule terroristiche nel nostro Paese (…).

In Italia, sembrerebbe opportuno porsi l’obiettivo di non subire passivamente il fenomeno migratorio, ma cercare di selezionare in qualche misura i migranti che entrano nel nostro Paese (…). Occorrerebbe studiare un meccanismo che agevoli quei migranti che per ragioni religiose o culturali sono maggiormente affini alle nostre tradizioni. Alcuni settori  della sinistra dovrebbero riflettere ripensando il loro approccio ideologico allo ius soli.  E’ davvero desiderabile che un immigrato possa vedere riconosciuta la cittadinanza italiana al figlio, solo facendolo nascere sul suolo italiano?  E’ auspicabile che questo neo cittadino  possa usufruire di tutti i diritti riconosciuti dalle leggi italiane, compreso il diritto di voto, senza condividere gli ideali, la cultura, le tradizioni del Paese che lo ospita?  Non rischieremmo così di creare una società futura instabile, per non dire conflittuale?

Basta guardare a ciò che è accaduto nei Paesi occidentali in cui è più avanzato il fenomeno dell’immigrazione (…). E’ sufficiente  considerare le rivolte di qualche anno fa  nel Regno Unito e in Francia, per usare con molta prudenza la parola  integrazione. I moti delle periferie parigine e londinesi e di altre città, gli attentati, i disordini, non costituiscono un monito anche per noi? Allora forse è meglio tenerci il sistema dello ius sanguinis come sistema di base (…).

I migranti sono certamente una  ricchezza ma sono anche un costo  per la nostra società. Si può dire che i migranti contribuiscano realmente a mantenere servizi di cui usufruiscono gratuitamente e spesse volte in modo prioritario rispetto agli italiani? Quanti immigrati conosciamo che dichiarino un reddito superiore alla soglia necessaria per essere tassati?

Ultima considerazione,  la società italiana non attira immigrati di qualità, in grado di portare know-how».

Firmato: Alfonso Siano, collaboratore dell’impresentabile quotidiano xenofobo, e di estrema destra, Avanti!.



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