Grillo dice no alla vendita di Telecom a Telefonica. Ma tre anni fa era proprio lui a proporla

È null’altro che un patetico cialtrone, un individuo spregiudicato. Come il Di Pietro dei giorni d’oro, predica bene e razzola malissimo: di giorno dice una cosa, infatti, e di sera ne fa puntualmente un’altra.

In campagna elettorale, ad esempio, sosteneva di voler privatizzare la Rai. Appena è riuscito ad agguantare la presidenza della commissione di vigilanza sulla medesima, affidandola al deputato Roberto Fico, però, la musica è cambiata:

«In questo momento vendere la Rai significherebbe svenderla: e la Rai non si svende».

«Ho letto di stime secondo cui la vendita della Rai garantirebbe due miliardi allo Stato, ma non è neanche la metà dei soldi che abbiamo programmato di spendere per gli F35: un’assurdità. Andrei piuttosto a tagliare gli F35 e a finanziare la Rai».

Per non parlare delle sortite moralistiche: nei giorni pari spara a palle incatenate contro gli evasori fiscali e chi commette abusi edilizi, in quelli dispari, invece, aderisce a due condoni tombali e ad uno edilizio.

Ma veniamo alla questione che, più di tutte, in queste ore sta infiammando il dibattito politico: l’acquisizione di Telecom Italia da parte della spagnola Telefonica.

Il Nostro, ieri, in proposito ha scritto:

«L’Italia perde un altro pezzo, Telecom Italia. Le telecomunicazioni diventano spagnole. Un disastro annunciato da un saccheggio continuato, pianificato e portato a termine con cinismo di quella che era tra le più potenti, innovative e floride società italiane. (…) Il danno che deriva all’Italia dalla perdita di Telecom Italia è immenso. Il governo deve intervenire per bloccare la vendita a Telefonica con l’acquisto della sua quota, è sufficiente dirottare parte dei miliardi di euro destinati alla Tav in Val di Susa che neppure il governo francese vuole più».

Peccato che, tre anni fa, sostenesse l’esatto contrario (come rivelato da Il Post):

«Telecom deve essere venduta al più presto a Telefonica o a qualche grande gruppo internazionale prima che gli attuali azionisti ne spolpino anche le ossa. Telecom è morta, ma si possono espiantare i suoi organi e salvare l’occupazione ancora rimasta. (…) Cari Bernabè e Galateri, vendete quello che è rimasto a Telefonica, restituite la dorsale allo Stato e dopo andate a casa, insieme al consiglio di amministrazione, prima del fallimento».

È peggio di Prodi e Berlusconi messi assieme.



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5 Responses to "Grillo dice no alla vendita di Telecom a Telefonica. Ma tre anni fa era proprio lui a proporla"

  • Vale says:
  • camelot says:
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