Cuperlo, ovvero la negazione/ignoranza della realtà – Atto I

I candidati alla segreteria del Pd – Matteo Renzi, Gianni Cuperlo, Pippo Civati e Gianni Pittella – ieri hanno presentato le proprie mozioni congressuali. Nei prossimi giorni proveremo ad analizzarle tutte nel dettaglio. Oggi, invece, in questo mini-post, ci si limiterà a concentrarci su un’asserzione contenuta in quella di Cuperlo. Eccola:

«Non possiamo accettare che nella crisi si formi una generazione fantasma, abbandonata tra contratti precari, atipici, sottopagati e lavori informali. Parliamo di un ‘popolo’ di oltre otto milioni di cittadini» (pagina 3).

In verità, secondo la Cgil, non proprio una pericolosa organizzazione liberal-conservatrice e liberista, quel “popolo” ricomprende 3,3 milioni di persone, e non 8 (le cifre sono confermate anche dalla CGIA di Mestre).

Inoltre, fatta eccezione del Regno Unito e dell’Irlanda, e come evidenzia la seguente tabella elaborata dal quotidiano economico Les Echos su dati Eurostat, l’Italia, in Europa, è il paese che ha la più bassa percentuale di lavoratori a tempo determinato sul totale degli occupati: 13,6 ogni 100. Contro i 27,4 (ogni 100) della Polonia; i 26,1 della Spagna; i 22,7 del Portogallo; i 15,9 della Francia; i 14,9 della Germania. Anche la media dell’Europa a 27 paesi è più alta: 14,4.

Ecco, fosse possibile, e sommessamente, consiglieremmo a Cuperlo di studiare un po’ di più (diciamo francamente): sparare cifre a cavolo di cane fa rimediare solo figure barbine.



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2 Responses to "Cuperlo, ovvero la negazione/ignoranza della realtà – Atto I"

  • Franco says:
  • camelot says:
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