Più è facile licenziare i lavoratori a tempo indeterminato, meno si ricorre al lavoro precario

Noi liberisti lo diciamo, inascoltati, dalla notte dei tempi: più il mercato del lavoro è flessibile in uscita (oltreché in entrata), meno le imprese fanno tendenzialmente ricorso al lavoro precario; più esso è rigido, di converso, più le imprese assumono lavoratori con contratti atipici.

Per appurarlo è sufficiente incrociare gli strictness of employment protection dell’Ocse, indici che misurano quanto sia facile o difficile licenziare un lavoratore a tempo indeterminato in una nazione, con i dati Eurostat relativi al numero di occupati con contratti a tempo determinato in Europa.

Partiamo da quest’ultimi.

La Polonia ha 27,4 lavoratori a tempo determinato ogni 100 occupati totali; la Spagna, 26,1; il Portogallo, 22,7; la Francia, 15,9; la Germania, 14,9; l’Italia, 13,6; l’Irlanda, 10,3; il Regno Unito, 6 (dati Eurostat relativi al terzo trimestre 2011).

Veniamo adesso agli indici Ocse, per presentare i quali, però, è necessaria una premessa: essi variano in un intervallo ricompreso tra 0 e 6; più basso è l’indice, più prossimo cioè è allo a zero, più è facile licenziare (e viceversa). Ciò detto, consideriamo, allora, i dati delle stesse nazioni cui si è fatto riferimento prima.

La Polonia ha un indice Ocse pari a 2,23; la Spagna, a 3,11; il Portogallo, a 2,84; la Francia, a 3,00; la Germania, a 2,63; l’Italia, a 2,58; il Regno Unito, a 1,09; l’Irlanda, a 1,39 (dati aggiornati al 30 marzo 2012).

Com’è di tutta evidenza, osservando la tabella ed incrociando le cifre sin qui sciorinate, il Regno Unito e l’Irlanda, dove è più facile licenziare i dipendenti assunti con un contratto a tempo indeterminato, guarda caso sono le nazioni in cui minore è la percentuale di lavoratori precari (sul totale degli occupati). Viceversa, la Spagna, il Portogallo, la Francia e la Germania, dove è più difficile farlo, sono le nazioni in cui, tendenzialmente, la percentuale di lavoratori atipici è più alta.

Magari lo capissero la sinistra, i sindacati e i giovani lavoratori precari italiani.

Ps. Un grazie a Franco che, con un suo commento, involontariamente ha ispirato questo post.



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6 Responses to "Più è facile licenziare i lavoratori a tempo indeterminato, meno si ricorre al lavoro precario"

  • rokko says:
  • camelot says:
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