Controcorrente/15


«Qualcosa da obbiettare abbiamo noi a questa pretesa che tutto ciò che non è di sinistra non possa che essere spalliera della destra e che la destra non possa essere che fascismo. Noi, di fascismi ne conosciamo e ne esecriamo uno solo: quello di chi appiccica questa etichetta a qualunque idea o opinione che non corrisponde alle sue. Di questo giuoco, la nostra sinistra è spesso maestra. Non per nulla lo stesso Mussolini veniva dai suoi ranghi» (Indro Montanelli, Il Giornale, 10 luglio 1974).

«La cosa che più ci turba, delle nostre sconfitte sportive, è il grande, alluvionale bisticcio che si scatena tra i “tecnici” per giustificarle. Per quella di Stoccarda, che ci ha eliminato dal campionato del mondo, ne avremo – temiamo – per tutta l’estate: se ne parlerà più di Caporetto.

Noi tecnici non siamo, ma abbiamo la nostra idea. È questa: che non si possono mandare dei polli di batteria a competere con quelli ruspanti. Resta da capire perché noialtri non sappiamo allevare che polli di batteria. Ma ci sembra che questo sia sufficientemente spiegato da un piccolo episodio occorso a Roma, dove un gruppo di tifosi ha creduto di “vendicare” i suoi campioni (si fa per dire) assalendo con pomodori e uova marce l’ambasciata di Polonia.

Ecco. Per un paese in cui la “sana passione sportiva” si effonde in simili manifestazioni, quegli undici mammozzi dalle gambe molli sono fin troppo, e fin troppo misericordiose le disfatte che subiscono» (Indro Montanelli, Il Giornale, 25 giugno 1974).



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2 Responses to "Controcorrente/15"

  • Leo Vadala says:
  • camelot says:
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